Benessere Pelvico

1^ visita:

  • Anamnesi, per comprendere lo stile di vita e le abitudini, che influenzano la salute perineale, e per raccogliere dati correlati alle funzioni e alle disfunzioni del Pavimento Pelvico.
  • Valutazione funzionale del Pavimento Pelvico: esame neurofisiatrico perineale (studio della sensibilità e del dolore); testing perineale anteriore e posteriore, per valutare il tono del Muscolo Elevatore dell’Ano, la sua forza, la sua capacità di tenuta e la sua affaticabilità; isolabilità della muscolatura perineale (reclutamento selettivo del Pavimento Pelvico o reclutamento di altri muscoli adiacenti, come glutei, cosce e addome) e inversione di comando; coordinazione respiratoria e test respiratori vari, per la valutazione di eventuali blocchi del diaframma respiratorio e quindi iperpressioni addominali; test posturali per  valutare il posizionamento del corpo nello spazio e gli atteggiamenti corporei, che possono influire sulla statica lombosacrale e di conseguenza sullo stato di tensione della muscolatura pelvi perineale.

NB Questo tipo di valutazione globale tiene conto della centralità del Pavimento Pelvico e del fatto che esso non rappresenta un’entità anatomica e funzionale a sé stante, bensì svolge le sue azioni in sinergia con l’attività muscolare addominale, toracica e dorsale, in modo che le forze coinvolte siano in equilibrio le une con le altre.

Talvolta si potrebbe rendere necessaria una consulenza del fisioterapista per correggere anomalie osteo-articolari/muscolari sistemiche, rilevate nel corso della valutazione iniziale, al fine di garantire un risultato ottimale in sede di terapia pelvi-perineale.

  • Ciclo di 10 sedute con cadenza di due volte/settimana e della durata di circa 1 ora.
  • Fase di informazione e consapevolizzazione delle donne (fase propedeutica e preliminare al trattamento vero e proprio). Sarà dunque necessario far comprendere quale incidenza possa avere lo “stile di vita” di ognuno sul Pavimento Pelvico. Pertanto trattamento comportamentale e modificazioni dello stile di vita rappresentano il primo passo per correggere abitudini errate che molto spesso sostengono le disfunzioni stesse (educazione vescicale; aspetti alimentari finalizzati a migliorare la funzionalità intestinale e la defecazione; educare ad una corretta gestualità e ad un adeguato atteggiamento posturale nella vita quotidiana; aspetti educativi rispetto all’igiene intima). Ovviamente non si tratta di una fase isolata, bensì può e deve accompagnare l’intero percorso riabilitativo.
  • Fase “propriocezione e presa di coscienza” del Perineo, dell’intima connessione tra diaframma respiratorio (toracico) e diaframma pelvico, e infine dell’intima connessione tra movimenti del cingolo pelvico, respirazione ed attività muscolare del Pavimento Pelvico.
Presa di coscienza del Perineo.
  • Tecniche di medicina manuale per il recupero della postura del piede. Tecniche di medicina manuale per il recupero del Muscolo Elevatore dell’Ano. Tecniche di fisiochinesiterapia (vaginale/anale) associate a tecniche strumentali, quali biofeedback ed elettrostimolazione. Esercizi, in relazione col respiro e con posture specifiche, che aumenteranno progressivamente di intensità e difficoltà nel rispetto delle capacità motorie della donna e che attiveranno in maniera riflessa la zona perineale e l’addome, riequilibrando la statica della colonna vertebrale.
Fisiochinesiterapia associata a tecniche strumentali: biofeedback ed elettrostimolazione.
Esercizi Ipopressivi.

NB Il trattamento del piede ha un razionale molto importante ai fini del benessere del Pavimento Pelvico. Il piede si trova alla base del sistema tonico posturale ed è sia un effettore che un ricettore, ossia riceve ed esegue dei comandi (la cosiddetta risposta motoria) tramite i muscoli e, nel contempo, interagisce col resto del corpo, fornendo costanti informazioni provenienti dagli esterocettori cutanei presenti sulla sua pianta e dai propriocettori dei suoi muscoli, fascia, tendini e articolazioni. Tutto questo ha ripercussioni enormi sulla Postura in generale; quindi osserveremo ripercussioni “a cascata” (effetto domino):

– sulla postura dell’arto inferiore e di conseguenza del cingolo pelvico (bacino); in questo ultimo caso, osserveremo che alterazioni posturali del bacino sono responsabili di un’alterazione dello stato di eutonicità dei muscoli del piano perineale, con comparsa delle relative disfunzioni (incontinenza ed urgenza urinaria, ritenzione urinaria, incontinenza ed urgenza a gas e/o feci, stipsi, dolore pelvico cronico, disfunzioni sessuali, prolasso degli organi genitali e del retto);

– sulla stabilità della colonna vertebrale, sia sulla distribuzione del carico ai vari livelli vertebrali che sulle curve del rachide (cifosi e lordosi).

  • Durante il percorso, saranno eseguite anche delle rivalutazioni cliniche della donna: una a metà del percorso, intorno alla 5a seduta, per verificarne l’eventuale miglioramento, o se comunque la situazione è rimasta stazionaria rispetto alla prima visita, l’altra a fine ciclo, per verificare il raggiungimento degli obiettivi.