Spremitura del latte materno.

Nel normale allattamento al seno sono due gli elementi indispensabili perchè il latte arrivi dal seno al bambino: 1) un seno che produce e rilascia latte, 2) un bambino capace di tirar fuori il latte dal seno succhiando in maniera efficiente. Tuttavia in alcune situazioni si rivela necessario svuotare la mammella manualmente o con l’utilizzo del tiralatte. E’ quindi importante mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte già entro 6 ore dal parto attraverso la spremitura del seno (qui potrai vedere il video della campagna del Ministero della Salute sulla promozione dell’allattamento al seno), perchè sappiano come comportarsi in caso di bisogno.


Perchè imparare a spremere il latte?

La spremitura del latte è utile in numerose situazioni perché permette ad una madre di
avviare o continuare l’allattamento al seno.
Spremere il latte è utile per:

  • il benessere del seno, come quando è necessario alleviare un ingorgo mammario o un dotto ostruito, per ammorbidire l’areola di un seno troppo pieno e facilitare l’attacco, per spalmare qualche goccia dell’ultimo latte sul capezzolo alla fine della poppata in modo da creare una barriera protettiva sul capezzolo, per esempio per lenire il dolore di una ragade;
  • per alimentare un bambino mentre impara a succhiare da un capezzolo invertito;
  • incoraggiare ed invogliare il bambino ad attaccarsi al seno e ad allattare, spremendo qualche goccia di latte sul capezzolo perchè il bambino lo annusi e lo assaggi;
  • aumentare e mantenere accettabile la produzione di latte in caso di: neonato con basso peso alla nascita e che si stanca subito o che presenta difficoltà a coordinare la suzione (fin quando le difficoltà con l’allattamento non sono superate); quando la madre o il bambino sono malati o per esempio quando, durante la degenza in ospedale, il bambino viene traferito in patologia ed allontanato dalla mamma;
  • scorta in previsione del ritorno della mamma a lavoro.

Il modo più facile per spremere il latte è quello manuale. Non è necessario alcuno strumento, quindi una donna può spremerlo in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento ed è particolarmente utile quando è necessario dare sollievo ad un seno dolorante.
É facile farlo quando il seno è morbido. É più difficile quando il seno è ingorgato e dolente.
Molte madri preferiscono la spremitura manuale al tiralatte perchè:

  • la spremitura manuale può essere molto efficace e rapida dopo un pò di esperienza;
  • preferiscono la stimolazione pelle a pelle alla sensazione di plastica e al rumore di un tiralatte;
  • la spremitura è in generale più delicata di quella del tiralatte, soprattutto in caso di ragade.

Con quale frequenza e quanto a lungo spremersi il latte.

La frequenza e la durata della spremitura del seno dipende dal motivo per cui la madre spreme.

  • Se è solo per ammorbidire l’areola e facilitare l’attacco, sono sufficienti 3-4 compressioni.
  • Se si tratta di alleviare i sintomi di un dotto ostruito ed una stasi di latte, il massaggio e la spremitura continuano fino a quando il gonfiore scompare.
  • Se la madre deve lasciare il latte al bambino mentre è al lavoro, la durata è determinata dal flusso di latte e dalla quantità necessaria a soddisfare i bisogni del bambino. Alcune madri possono ottenere questa quantità in 15 minuti, altre in 30 minuti.
  • Se bisogna aumentare la produzione di latte, soprattutto nei casi di allattamento problematico (bambino piccolo, con difficoltà a coordinare la suzione; capezzoli invertiti; bambino malato), la spremitura va fatta con la frequenza con cui il bambino succhierebbe, cioè in pratica almeno ogni 2-3 ore, incluso la notte (almeno 8 o più volte nell’arco delle 24 h) per circa 20 minuti.
    La poppata notturna è tra tutte più importante per stimolare la produzione del latte, a causa della del picco di prolattina, che si verifica nelle ore notturne. Essa rappresenta quindi una strategia consigliata per aumentare e mantenere accettabile la produzione di latte in quei casi di avvio difficoltoso dell’allattamento.
    Risulta anche fondamentale incoraggiare il contatto pelle a pelle tra madre e bambino, in un ambiente calmo e quando il bambino non ha fame, per aiutare a percepire il seno come un luogo piacevole, ma senza forzare il bambino ad attaccarsi al seno.
  • Se è per ottenere invece il colostro per un neonato pretermine e per quelli ammalati, che non sono in grado di succhiare, bastano 5-10 minuti per spremerne un cucchiaino. Potrebbe essere utile per una madre aspirare il colostro in una siringa direttamente dai capezzoli mentre lo spreme; 1 ml di colostro sembra molto in una piccola siringa. Ricordare che lo stomaco del neonato è molto piccolo e che il bambino ha bisogno di piccole quantità ogni 1-2 ore.

Anatomia del seno in allattamento.

Prima di illustrare la tecnica della “spremitura manuale”, è utile accennare schematicamente quali sono le parti del seno coinvolte nella produzione del latte, per chiarire il perché e il come effettuare la spremitura.

Anatomia della lattazione umana ridefinita attraverso immagini ultrasonografiche (Ramsay DT, Kent JC, Hartmann RA and Hartmann PE, 2005)


All’esterno del seno si vede l’areola, una zona più scura intorno al capezzolo. Per una buona suzione il bambino deve prendere in bocca una parte consistente dell’areola. Sull’areola ci sono le ghiandole di Montgomery che producono un liquido oleoso che serve a mantenere sana la pelle. Queste ghiandole sono la fonte dell’odore materno che aiuta il bambino a riconoscere la propria madre e a trovare il seno.
All’interno del seno ci sono:

  • il grasso ed il tessuto di sostegno, responsabili della forma e del volume del seno (esistono molte variazioni nella grandezza e nella forma del seno e la quantità di latte prodotto non dipende da queste caratteristiche);
  • i nervi per la trasmissione dei segnali dal seno al cervello, segnali che innescano il rilascio degli ormoni necessari per la produzione del latte, prolattina ed ossitocina;
  • piccoli sacchi di cellule che producono latte detti alveoli. Attorno ad ogni alveolo troviamo dei piccoli muscoli che contraendosi spremono il latte nei dotti galattofori. Attorno all’alveolo ci sono anche dei vasi sanguigni disposti a rete che portano alle cellule nutrienti necessari alla produzione del latte.
  • I dotti galattofori che portano il latte al capezzolo. Per tirare fuori il latte dal seno in maniera efficiente, il bambino dev’essere attaccato in modo da comprimere i dotti che si trovano sotto l’areola.

Per quanto riguarda la produzione del latte, la prolattina è un ormone che induce gli alveoli a produrre latte. Questo ormone svolge la sua funzione dopo la poppata, per produrre latte per la poppata successiva. Può far sentire la madre sonnolenta e rilassata.
L’ossitocina fa contrarre le cellule muscolari che circondano gli alveoli ed avvia il latte lungo i dotti. Questo meccanismo è indispensabile perchè il bambino possa ricevere il latte. Si tratta del riflesso ossitocinico o riflesso di eiezione del latte. Esso si ripete più volte durante la poppata. Vedere, sentire, toccare e pensare teneramente al bambino aiuta il riflesso ossitocinico.
Subito dopo la nascita, la madre può avvertire le sensazioni del riflesso ossitocinico, che includono:

  • una sensazione di tiraggio o di prurito alla mammella subito prima di allattare o durante l’allattamento.
  • Il latte gocciolare dall’altra mammella, mentre il bambino sta succhiando.
  • Dolore causato dalle contrazioni dell’utero, a volte con perdite di sangue.
  • Suzione e deglutizione lente e profonde del bambino, segni che sta prendendo il
    latte.

Lo stimolo più efficace per la produzione del latte, nella specie umana, è il regolare e completo svuotamento del seno.
La produzione di latte è ridotta quando il latte secreto non viene rimosso.
Questo succede perchè il latte materno contiene una sostanza, FIL-Fattore di Inibizione della Lattazione, che può ridurre o inibire la produzione di latte. Se rimane molto latte nel seno, questa sostanza impedisce alle cellule di produrre altro latte. Si tratta di un meccanismo di protezione del seno dagli effetti dannosi di un seno troppo pieno.
La quantità di latte prodotta, quindi, dipende dalla quantità rimossa; per assicurare una produzione abbondante bisogna assicurarsi che il latte sia rimosso in maniera efficiente.
Dunque bisogna: fare in modo che il bambino sia attaccato in modo adeguato; incoraggiare le poppate frequenti; lasciare che il bambino succhi quanto a lungo desidera (per ciascun seno); lasciare che il bambino finisca con un seno, prima di offrirgli l’altro; spremere il latte se il bambino non succhia per garantire che la produzione continui.
Il bambino con la sua suzione regola la produzione di prolattina, il riflesso ossitocinico e la rimozione del FIL dal seno. Perchè la madre produca il latte necessario, il bambino deve succhiare spesso e in modo corretto.

Come spremere manualmente il seno.

Individuare i dotti galattofori.
Si comincia con una palpazione delicata del seno vicino al bordo esterno dell’areola o anche più su, fino ad identificare una parte di seno che sembra diversa.
Si può percepire, sotto le dita, come la sensazione di una “corda con nodi” o una “fila di piselli”. Questi sono i dotti galattofori.

Comprimere il seno sopra i dotti (cliccando qui potrai vedere un video dimostrativo della spremitura manuale del latte).
Individuati i dotti, posizionare una mano a C intorno all’areola, piazzando il pollice (a due dita di distanza dal bordo esterno dell’areola) e l’indice dalla parte opposta del seno.
Fare pressione spingendo delicatamente la mammella verso il torace.
Quindi premere indice contro pollice, comprimendo i dotti e spingere in avanti il latte spremuto. Questa manovra fa defluire il latte verso il capezzolo. E rilasciare la compressione.

Passaggi della spremitura manuale.

Alla fine della spremitura le dita dovranno ritrovarsi nella stessa posizione di partenza, cioè a 3-4 cm di distanza dal bordo esterno dell’areola. Ciò significa che le dita non devono scivolare verso il capezzolo.
All’inizio il latte potrebbe non fuoriuscire (potrebbero volerci alcuni minuti), ma dopo alcune compressioni comincerà a gocciolare. Più tardi, quando il riflesso dell’ossitocina funziona bene, il latte può uscire a zampilli o a fiotti.

Ripetere la manovra in tutte le parti del seno.
Q
uando la fuoriuscita del latte rallenta, la madre può spostare pollice e indice attorno al bordo dell’areola, verso un’altra parte del seno, per ripetere le stesse manovre.
Spremere un seno per almeno 3-5 minuti, fino a che il flusso rallenta; quindi passare all’altro seno; infine, ripetere da entrambi i lati. Può usare la stessa mano per ogni seno, cambiando quando è stanca.

Stimolare il deflusso del latte.

Quando una madre si spreme il latte, il riflesso dell’ossitocina non è stimolato tanto come quando un bambino succhia al seno, pertanto è necessario favorire il latte a defluire.
Di seguito alcuni consigli su come favorire il riflesso ossitocinico. E’ necessario:

  • Sedersi tranquillamente e in disparte o con una persona amica. Alcune madri riescono a spremersi il latte con facilità quando sono in un gruppo di altre madri
    che fanno la stessa cosa.
    Prima di cominciare, posizionare un piccolo sgabello sotto i piedi. Le spalle devono essere rilassate e deve esserci sempre un sostegno per la schiena. Appoggiare il bambino su un cuscino da allattamento.
  • Avere il più possibile un contatto pelle a pelle con il bambino. La madre può tenere il bambino sul proprio grembo mentre si spreme il latte. Se non è possibile, anche guardare una fotografia del piccolo può aiutarla.
  • Bere qualcosa di caldo (possibilmente non caffè).
  • Tenere il seno caldo. Per esempio, vi può applicare un impacco caldo o può fare una doccia calda.
  • Stimolare i capezzoli. Può stirarli delicatamente o massaggiarli con le dita.
  • Massaggiare o accarezzare leggermente il seno (massaggi concentrici intorno al seno; con il palmo andare a massaggiare dalla base del seno verso il capezzolo; allungare e massaggiare delicatamente i capezzoli).
Massaggio del seno durante l’allattamento.
  • Farsi massaggiare la schiena (massaggio ossitocinico). La madre si siede, chinata in avanti, con le braccia incrociate su un tavolo e la testa poggiata sulle braccia. Il seno pende libero e scoperto. Qualcuno le massaggia entrambi i lati della colonna vertebrale, tenendo le mani chiuse con i pollici puntati in avanti, con piccoli movimenti energici e circolari dei pollici. Si massaggiano entrambi i lati della colonna vertebrale contemporaneamente, dal collo alle scapole, per due o tre minuti.
Massaggio ossitocinico durante l’allattamento.

Allattare è un dono,
anche se è difficile stabilire
chi dà e chi riceve …


Per maggiori informazioni o se desideri aver un sostegno per il tuo allattamento, non esitare a contattarmi.

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