Il vero e il falso sul pancione.

Da secoli, attorno al mondo della gravidanza, ruotano innumerevoli e curiose leggende, molte delle quali sono sopravvissute fino ai nostri modernissimi tempi. Sfatiamo subito i miti riguardo la forma della pancia.


Tutte (o quasi) le future mamme si domandano quanto dovrebbe essere grosso il pancione per essere sicure che tutto stia andando per il meglio. Una risposta precisa non esiste, perché le dimensioni del pancione dipendono da molte variabili, diverse da donna a donna e addirittura da gravidanza a gravidanza.
Innanzitutto bisogna saper che il pancione cresce in relazione all’utero. Nel corso dei 9 mesi l’utero passa da 50-60 grammi, che rappresenta il suo peso originario, a 1000-1500 grammi e da una lunghezza di sei sette centimetri ad una di 35-36 cm. La crescita del pancione è dunque dovuta principalmente all’aumento delle dimensioni dell’utero e, naturalmente, alla presenza al suo interno del bambino. Questa trasformazione avviene perché le fibre muscolari di cui è costituito si allungano, si moltiplicano e si ammorbidiscono sotto la spinta ormonale della placenta. A incrementare le sue dimensioni, inoltre, è la maggiore presenza di depositi adiposi, necessari per garantire al feto un adeguato apporto di nutrienti negli ultimi mesi di gestazione.

La pancia, inoltre, non si deve necessariamente evidenziare nel primo trimestre. Nel primo trimestre l’aumento di peso dovrebbe essere davvero modesto, in più l’utero, fino alla 12a settimana, non va incontro a un aumento di volume importante. Di conseguenza la pancia non dovrebbe delinearsi prima della 12a settimana. Se il pancione appare prima non può essere dovuto alla presenza del bambino, mentre è possibile che dipenda da un’alimentazione troppo calorica o da una vita sedentaria. Di norma le grandi differenze di dimensione tra un pancione e l’altro, a parità di epoca gestazionale, sono dovute innanzitutto al fatto di aspettare un solo bambino oppure una gravidanza multipla e, in secondo luogo, al regime dietetico. Le future mamme che mangiano troppo di norma hanno anche pance più grosse di chi, invece si alimenta con misura.


Un altro infondato pronostico riguarda le dimensioni del pancione (“troppo grande” o “troppo piccolo“) come segno della presenza di qualche problema. Un pancione vistosamente più piccolo della norma non autorizza ad ipotizzare sempre e comunque l’esistenza di un problema. Quello che conta, infatti, sono le dimensioni del bambino e non quelle del pancione: se l’ecografia rivela che la crescita del piccolo è nella norma, non c’è alcuna ragione di preoccuparsi. Lo stesso vale per un pancione troppo grosso: se il controllo ecografico non evidenzia nulla di anomalo nello sviluppo del bambino, si può stare tranquille.
La quantità del liquido amniotico, inoltre, non incide molto sull’aumento di volume dell’utero e quindi del pancione. Nelle gravidanze fisiologiche, che procedono senza alcun problema, la quantità di liquido amniotico varia da 500 a 1500 ml a termine di gravidanza. Solo in particolari condizioni problematiche, prima tra tutte lo sviluppo di diabete gestazionale, il liquido amniotico può aumentare tanto da incrementare vistosamente il volume dell’addome.


Cosa dire della credenza secondo cui la forma del pancione è predittiva del sesso?

Pancia a punta non va in guerra” dice un detto antico popolare, sottintendendo che se il pancione è ovoidale e non sferico contiene una bambina. Di attendibile in questa fantasiosa teoria non c’è assolutamente nulla: per saper il sesso conviene affidarsi all’ecografia. O, altrimenti pregustarsi la sorpresa.

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