L’intestino infelice. La Stitichezza

“La stitichezza è… come quando aspetti qualcosa che semplicemente non……arriva. Spesso ci devi mettere un bel po’ ENERGIA. E nonostante gli sforzi, a volte riesci a fare solo poche •••. Altre volte va meglio ma è abbastanza … RARO!”

Stitichezza: occorre tanta energia!

Definizione e cause

Si può parlare di STIPSI (o comunemente chiamata STITICHEZZA) quando negli ultimi 3 mesi e con inizio della sintomatologia almeno 6 mesi prima della diagnosi, hai presentato contemporaneamente in almeno il 25% delle defecazioni 2 o più dei seguenti sintomi:

  • Ponzamento prolungato (sforzo addominale intenso).
  • Feci dure o bernoccolute (feci a forma di salsiccia, con superficie grumosa).
  • Sensazione di incompleta evacuazione.
  • Sensazione di ostruzione/blocco anorettale.
  • Manovre manuali (p.e. evacuazione digitale, supporto del pavimento pelvico).

Il parametro di gran lunga migliore per diagnosticarla non è tanto la frequenza, che è assolutamente variabile da soggetto a soggetto, piuttosto è la difficoltà.
È infatti una condizione di difficoltà ad espellere le feci, da ricondurre ad alterata quantità, qualità e frequenza delle evacuazioni. Quindi il concetto importante, che vorrei arrivasse a te che leggi, è che si può comunque evacuare ogni giorno ma essere stitici, se si formano feci molto dure e che vengono espulse con grande sforzo.
Con il passare del tempo l’aumento della pressione endoaddominale, generata dallo sforzo ripetuto, indebolisce il tuo Pavimento Pelvico e determina conseguenze negative anche a carico dell’uretra e della vagina nella donna.                                           
Si tratta di una problematica molto frequente che interessa circa il 12-19% della popolazione adulta occidentale. È piuttosto frequente in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici ed aumenta con l’avanzare dell’età.
Soprattutto ne soffrono moltissime donne senza averne veramente coscienza. A volte proprio durante un esame ginecologico si percepiscono feci in ampolla, frequentemente avvertite come palline dure. Il soffermarsi a lungo delle feci in ampolla ne determina la disidratazione, l’indurimento, ma anche a fermentazione con produzione di gas, situazione disagevole che obbliga una contrazione anormale e costante del piano pelvico per aiutare lo sfintere.
Può essere un disturbo occasionale e molto spesso cronico.
La stipsi acuta si distingue quindi per la caratteristica della “transitorietà” del disturbo che può conseguire a diverse cause, ad esempio: la gravidanza, nei cambi di luogo ed abitudini alimentari (es. viaggi), in persone sedentarie che non si idratano in maniera sufficiente, nel periodo che segue interventi chirurgici e dopo malattie acute che hanno richiesto magari l’utilizzo di antibiotici. In genere superata la fase “critica”, la stipsi si risolve in breve tempo.
La stipsi cronica diversamente ha durata maggiore di 6 mesi e può essere causata da vere e proprie disfunzioni motorie intestinali e/o anorettali oppure da patologie, come la neoplasia del colon, le malattie infiammatorie croniche intestinali e la diverticolosi, patologie metaboliche, p. es. ipotiroidismo, diabete mellito, e malattie neurologiche come il Morbo di Parkinson, sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale. Anche alcuni farmaci (es. anestetici, analgesici, antiacidi, anticolinergici, antidepressivi) possono rallentare il transito delle feci lungo l’intestino.                                                      
Tuttavia nella maggior parte dei casi la stipsi sembra essere sostenuta soprattutto da alterazioni funzionali del Pavimento Pelvico e dell’apparato sfinteriale ano-rettale (i muscoli perineali si contraggono nel momento in cui si dovrebbero rilassare, cioè durante la defecazione): stipsi terminale (o bassa). I pazienti con disturbi della defecazione infatti non generano adeguate forze propulsive rettali, non rilassano quindi il muscolo puborettale o lo sfintere anale esterno durante la defecazione, o entrambe le cose. Un eccessivo sforzo, forse secondario a disfunzione del Pavimento Pelvico, può contribuire anche alla comparsa di patologie anorettali, per esempio emorroidi, ragadi anali o prolasso rettale.

Si tratta di un problema molto frequente anche in gravidanza, spesso a partire sin dall’inizio. La principale responsabilità è del Progesterone, che esercita la sua azione rilassante anche sulle pareti intestinali. Da qui si verifica un rallentamento della peristalsi, cioè dei movimenti dell’intestino che spingono le feci all’espulsione. Con il passare dei mesi, l’utero che aumenta di volume peggiora la situazione (soprattutto nelle donne predisposte), perchè costituisce un ostacolo meccanico alla peristalsi intestinale. Inoltre sia l’eccessiva costipazione che la pressione esercitata dall’utero sulle vene del plesso emorroidario, possono favorirne l’infiammazione o il riacutizzarsi nei soggetti normalmente predisposti.

La Stitichezza può causare stanchezza, irritabilità, rallentamento della digestione e mal di testa.
Le regole per cercare di risolverlo coincidono con accorgimenti per prevenirlo!

Cosa fare?

In caso di stipsi improvvisa o straordinariamente lunga, bisognerebbe sempre rivolgersi ad uno specialista di fiducia. È anche possibile che il disturbo celi un diabete non ancora diagnosticato un problema alla tiroide.
Oppure molto più semplicemente potrebbe essere presente una condizione di dissinergia pelvi-perineale. In tal senso la Riabilitazione del Pavimento Pelvico potrebbe assumere una notevole importanza nel ripristinare le dinamiche muscolari alterate tra retto ed ano, oltre che le dinamiche tra torace, addome e perineo ed aiutarti a migliorare la qualità di vita, suggerendoti una serie di giuste informazioni per comprendere gli errori commessi, sia nell’alimentazione che nella gestione delle funzioni corporali.

Piccolo consiglio pratico

Per ritrovare il proprio equilibrio intestinale, insieme ad una sana alimentazione, sarebbe opportuno utilizzare un integratore a base di fibra alimentare.
Io consiglio a tutte le mie pazienti Psyllogel Fibra megafermenti che attiva la motilità intestinale e può essere assunto anche in gravidanza e durante l’allattamento.
La fibra di psyllium, a contatto con l’acqua, forma un gel che favorisce un’azione delicata sull’intestino senza irritarlo:
– agevola la formazione di feci soffici e voluminose evitando l’eventuale dolore durante l’evacuazione;
– nutre la flora batterica buona utile all’organismo;
– forma un gel protettivo e lenitivo per le pareti intestinali.

Si tratta della fibra formante massa più consigliata da tutti i Gastroenterologi.

  • Per favorire il ripristino dell’equilibrio della flora intestinale in caso di disturbi intestinali
  • A base di fermenti lattici vivi e fibra di psyllium pura al 99%
  • Confezione da 12 bustine – una bustina apporta 24 miliardi di probiotici e 2,5 g di fibra di psyllium pura al 99%
  • Doppia azione: i 24 miliardi di fermenti lattici rinforzano la flora batterica esistente, mentre la fibra di psyllium favorisce la regolarizzazione del transito intestinale
  • Senza glutine – senza fonti di lattosio – ideale anche in gravidanza

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  • A base di ingredienti naturali – fibra di psyllium pura al 99%
  • Confezione da 38 dosi c.a., con misurino dosatore
  • Senza fonti di lattosio – senza glutine
  • Adatto anche in gravidanza

Questo articolo non sostituisce affatto un colloquio con un professionista esperto. Per qualsiasi dubbio o incertezza contattami.


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