Lo stile di vita materno può influenzare l’espressione genica del futuro nascituro.

La vita prenatale è un periodo fondamentale per lo sviluppo fisico e psichico del bambino. Durante questo periodo egli stabilisce le basi della sua vita e il comportamento futuro come essere pienamente integrato all’unisono con l’umanità.” (M.A. Bertin)


La “Fetal Origins Hypotesis” sostiene che l’organismo è più predisposto a malattie metaboliche croniche in età adulta se un qualsiasi insulto (errori nutrizionali o infezioni alimentari materne, come toxoplasmosi, stili di vita inadeguati) interviene in questo periodo critico e sensibile, e soprattutto nei primissimi giorni dopo il concepimento, quando la gravidanza non è neppure riconosciuta.
I primi 1000 giorni dopo il concepimento rappresentano infatti una finestra di opportunità: nell’embrione, la divisione cellulare è molto rapida e la gran parte degli organi è già formata 3-7 settimane dopo l’ultima mestruazione. Le cellule embrio-fetali, in via di differenziazione, infatti sono plastiche e più suscettibili a modificazioni strutturali e funzionali permanenti di organi e tessuti. Alcuni micronutrienti come FOLATI o VITAMINA B12 sostengono importanti processi biologici: una loro carenza, soprattutto prima del concepimento, sarà responsabile di malformazioni permanenti nel nuovo individuo. Per esempio, una carenza di acido folico può essere responsabile di difetti del tubo neurale, sindrome di Down, patologie cardiovascolari, neoplasie; in gravidanza, poi, il fabbisogno nutrizionale di questi micronutrienti aumenta più delle richieste energetiche (circa il 10% in più rispetto allo stato pregravidico). Per tali motivi, è la qualità della dieta globale ad avere un ruolo importante nell’espressione di alcuni geni: bisogna garantire una alimentazione sana con alimenti di alto valore nutrizionale. Il primo falso mito da sfatare quindi è che in gravidanza “non si deve mangiare per due, ma bisogna mangiare meglio”.


Un numero crescente di evidenze scientifiche suggerisce che lo stile di vita, la condotta alimentare insieme allo stato ponderale e quello nutrizionale della futura madre avranno influenze sullo sviluppo dell’embrione e sulla crescita del feto successivamente. La composizione della dieta materna (qualità), insieme alla funzione placentare, determina la composizione dei nutrienti nel sangue del cordone ombelicale. Il sovrappeso e l’obesità materne costituiscono un fattore di rischio indipendente di obesità infantile, persistente in età adulta.
L’obesità infantile è oggi una delle grandi emergenze sanitarie dei paesi ad alto sviluppo e l’Italia detiene, purtroppo, il primato negativo europeo di bambini e adolescenti con eccesso di peso. Nel nostro Paese il 25% di soggetti tra 0 e 18 anni (dato medio) ha un eccesso di peso, con un picco che si registra nella fascia d’età 9-11 anni, nella quale il 23% della popolazione risulta essere  sovrappeso e il  13% francamente obesa.


La sana alimentazione è la migliore medicina. Aiuta a prevenire malattie metaboliche e cardiovascolari, ma soprattutto la tendenza a sviluppare la malattia tumorale. E dal punto di vista psicologico aiuta a mantenere alto il proprio livello di autostima!
La gravidanza è un momento importante nel determinare il rapporto del futuro bambino col cibo, in età evolutiva. Essa è infatti una finestra di grande ricettività tra madre e feto, e la donna attraverso la sua alimentazione può stimolare i centri di sazietà del bambino.
L’altro falso mito riguarda l’attività fisica in gravidanza, raccomandata dalle Linee Guida di Gravidanza Fisiologica del Ministero della Salute. La donna gravida deve impegnarsi in esercizi di aerobica, come cammino prolungato per almeno mezz’ora al giorno, nuoto, con tavoletta o sul dorso, ginnastica posturale, almeno 2-3 giorni alla settimana, evitando attività fisica ad alto impatto, per i rischi di traumi addominali o cadute.


Concludendo, la gravidanza deve essere il prodotto prezioso di un lungo processo di rieducazione da cominciare già in età evolutiva, quando è possibile intervenire su stili di vita alterati che possano influenzare negativamente lo stato di salute del nuovo individuo nella prospettiva di una futura gravidanza. Oggi la gravidanza non è più un evento inaspettato, ma quasi sempre voluto. Programmarla nel migliore dei modi, laddove è possibile, può portare benefici non soltanto per il bambino, ma anche per i genitori e per l’intera società! 

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